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IN PARLAMENTO

DL terremoto: l’audizione dell’ANCE al Senato
13 Giugno 2018 - XVIII legislatura 

Si è svolta il 13 giugno c.m. l’audizione informale dell’ANCE presso la Commissione Speciale del Senato, nell’ambito dell’esame, in prima lettura, in sede referente, del DL 55/2018 recante “Ulteriori misure urgenti a favore delle popolazioni dei territori delle Regioni Abruzzo, Lazio, Marche ed Umbria, interessati dagli eventi sismici verificatisi a far data dal 24 agosto 2016” (DDL 435/S). 

 

Il Direttore Generale, Dott. Massimiliano Musmeci,che ha guidato la delegazione associativa, ha evidenziato in premessa come a quasi due anni dal primo sisma che ha devastato il Centro Italia il quadro normativo risulti molto articolato e complesso, (56 ordinanze commissariali, e un numero altrettanto grande di ordinanze del Capo Dipartimento della Protezione Civile) e stenti a produrre risultati concreti in termini di ricostruzione.

I numeri della ricostruzione privata sono ancora molto bassi, nonostante si registri un’accelerazione negli ultimi mesi.

Ad esempio, nella provincia di Macerata, la più colpita dagli eventi sismici, nella prima decade di maggio risultavano presentate all’Ufficio Speciale per la Ricostruzione 1726 pratiche di cui 1630 riferite ai danni lievi, 31 riferite alle attività produttive e 65 riferite ai danni gravi.

Solo 296 domande per danni lievi, pari al 18% di quelle presentate, hanno ottenuto il decreto di concessione del contributo. Nessuna pratica per le attività produttive ha ottenuto il finanziamento, mentre sono solo 9 le pratiche per danni gravi al momento chiuse.

Sulle difficoltà di avvio della ricostruzione ha pesato l’eccessiva complessità delle procedure. Le continue modifiche alle ordinanze, anche se necessarie a rispondere a problematiche reali, hanno creato incertezze e un allungamento dei tempi di istruttoria delle pratiche dovuto alla necessità di un costante aggiornamento delle procedure.

Ciò rende urgente un’azione di armonizzazione delle ordinanze nonché l’adozione di linee guida che possano aiutare i soggetti danneggiati e gli operatori (imprese e progettisti) a districarsi tra le ordinanze commissariali.

 

Ha, quindi, illustrato alcune proposte di semplificazione in grado di accelerare il processo di ricostruzione:

-possibilità, in caso di unità strutturali con più immobili con danni lievi, di presentazione del progetto relativo alle singole unità immobiliari con asseverazione da parte del professionista incaricato del solo intervento locale;

-posticipo, in considerazione dei ritardi nella presentazione delle domande per danni lievi, del termine previsto per la presentazione della documentazione richiesta per gli interventi di immediata esecuzione;

-anticipo delle spese da parte del soggetto beneficiario del contributo, dando concreta attuazione alla possibilità prevista dalle norme del DL 189/2016 e definendo le modalità da seguire per il rimborso delle spese già anticipate dai soggetti beneficiari;

-precisazione, a livello normativo, della compatibilità tra la detrazione spettante per interventi di messa in sicurezza sismica degli edifici (cd. Sismabonus) ed eventuali contributi pubblici erogati per la ricostruzione, o il ripristino di edifici colpiti, da eventi sismici, con riferimento alle sole spese eccedenti l’ammontare del contributo ottenuto e nella misura in cui siano effettivamente rimaste a carico del contribuente. In tal modo, si consentirebbe di accelerare l’avvio di numerosi interventi attualmente bloccati dall’incertezza normativa sulla copertura finanziaria delle spese necessarie alla realizzazione degli interventi.

 

E’ passato, poi, ad illustrare i ritardi che emergono anche sul fronte della ricostruzione pubblica.

Le misure derogatorie previste, nate dall’esigenza di superare la fase emergenziale e garantire i servizi primari, necessari per evitare lo spopolamento dei territori, non hanno prodotto i risultati sperati.

Emblematico è il caso del Programma straordinario scuole, approvato con l’Ordinanza n.14 a gennaio 2017. Secondo il monitoraggio Ance (10 maggio 2018) dopo quasi un anno e mezzo, risultano avviate 16 procedure, rispetto alle 18 scuole di competenza di Invitalia, centrale unica di committenza incaricata. Solo 4 procedure sono concluse, con la firma del contratto, 8 sono nella fase di aggiudicazione provvisoria, altre 4 sono in una fase di istruttoria e 2 (Spoleto e Camerino) sono ancora da avviare.

Si è, altresì, soffermato sul sorteggio delle imprese, evidenziando come l’Ance abbia sempre ribadito la necessità di selezionare le imprese sul mercato, valorizzando quelle serie e adeguatamente qualificate, come previsto dal Codice, ritenendo inaccettabile l’utilizzo di un metodo casuale, come il sorteggio, per individuare gli operatori economici da invitare alle procedure negoziate.

Al riguardo, ha evidenziato che anche nell’ultima Ordinanza in materia di ricostruzione pubblica (n. 56 de 10 maggio 2018) risulta confermato il ricorso al sorteggio per la scelta degli operatori da invitare alle procedure negoziate previste per l’affidamento degli interventi di importanza essenziale, individuati dal Commissario Straordinario.

Il Direttore ha, altresì, posto l’attenzione sul tema della tracciabilità dei flussi finanziari inerenti la ricostruzione, rilevando come il quadro normativo appare ancora poco chiaro. Ad esempio, emergono incertezze in merito ai soggetti che costituiscono “la filiera obbligata alla tracciabilità” e alle modalità da seguire ai fini della tracciabilità dei pagamenti relativi agli stipendi.

Sarebbe utile l’adozione di specifiche linee guida che sgombrino il campo da dubbi e incertezze e consentano alle imprese di operare senza il rischio di incorrere in future sanzioni.

 

Si è, infine, soffermato sulla problematica riguardante il sisma che ha colpito l’Abruzzo nel 2009, relativa all’agevolazione che, per consentire la ripresa delle attività, prevedeva la restituzione in 10 anni del 40% dei tributi sospesi e la concessione, come agevolazione, del restante 60% escluso dalla restituzione. Tale concessione è stata dichiarata “aiuto di Stato” dalla Commissione Europea e conseguentemente, le imprese delle aree colpite dal sisma del 2009 sono ora chiamate a restituire quanto fruito, ossia il predetto 60%.

Sarebbe, pertanto, opportuno calcolare l’importo delle somme da restituire tenendo conto del cd. “temporary framework”, più comunemente denominato “super de minimis”, ossia di un regime temporaneo di aiuti, approvato dall’UE a dicembre 2008 per far fronte alla crisi economico-finanziaria del sistema produttivo, concesso entro un tetto massimo pari a 500.000 euro per ciascuna impresa beneficiaria operante come una franchigia.

 

Si veda precedente del  12 giugno 2018.

 

In allegato il Documento con il dettaglio della posizione ANCE consegnato agli atti della Commissione Speciale.